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LA SCUOLA DELL’INFANZIA: l’importanza di sviluppare le abilità motorie

LA SCUOLA DELL’INFANZIA: l’importanza di sviluppare le abilità motorie

LA SCUOLA DELL’INFANZIA: l’importanza di sviluppare le abilità motorie con il Metodo Venturelli è un articolo scritto dalla D.ssa Arosio, Insegnante

In questo articolo inquadriamo l’argomento, la pedagogia del gesto grafico, a livello di bambini da 3 a 6 anni.

Le abilità motorie devono essere sviluppate accuratamente in questa fase di sviluppo infantile, per promuovere un corretto equilibrio posturale e una presa funzionale dello strumento grafico, ai fini del successivo apprendimento della scrittura.

Studi recenti confermano che fattori come la postura nell’atto di scrivere, la posizione e la stabilità del foglio, così come altri fattori ergonomici discriminano le prestazioni di bambini che scrivono bene da bambini con difficoltà grafo-motorie.

A questo riguardo per me è importantissimo che la Scuola dell’Infanzia realizzi un percorso che offra attività di educazione del gesto grafico seguendo questi criteri metodologici:

• Tecniche adattate all’età dei bambini

• Dal gesto alla forma

• Gradualità, sistematicità, continuità

• Dal piano verticale a quello orizzontale

• Dal grande al piccolo

• Dal semplice al complesso

Come accennavo nella prima parte di questa “rubrica” Il Metodo Venturelli garantisce questo approccio proprio perché nasce dall’esigenza di facilitare l’apprendimento dell’atto grafico nel corso della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, al fine di prevenire eventuali difficoltà grafo-motorie e disturbi di disgrafia legati a iniziali stimoli carenti o inadeguati.

Al momento, questo metodo viene applicato all’ultimo anno di scuola dell’infanzia e al primo anno di scuola primaria, anche se la ricerca si sta estendendo anche ai primi anni scuola dell’infanzia per avviare il maggior numero possibile di bambini verso l’acquisizione di una scrittura manuale ben leggibile, ordinata e sempre più scorrevole.

Principi psico-pedagogici del metodo Venturelli:

1. guidare i bambini verso la scrittura attraverso tutta una serie di attività preparatorie coinvolgenti di tipo psicomotorio, percettivo e grafo-motorio, basate su un approccio prevalentemente ludico, soprattutto nella scuola dell’infanzia, che mette in gioco tutti i sensi, promuovendo la consapevolezza di sé, del proprio corpo e del proprio benessere emotivo;

2. trasmettere ai bambini l’idea che la scrittura è una conquista per passare dalla fatica al piacere di scrivere, perché all’inizio richiede un continuo allenamento, impegno e fatica, solo attraverso i quali è possibile imparare a scrivere bene, in modo sempre più sicuro e facile;

3. valorizzare i prodotti grafici positivi (cerchiandoli con la biro rossa ad ogni alunno), anziché evidenziare gli errori, al fine di sostenere l’autostima ed incoraggiare i bambini a proseguire nel compito;

4. secondo il principio secondo cui “solo sbagliando si impara”, lavorare costantemente sul confronto col modello iniziale, per migliorare progressivamente l’esecuzione dei tracciati, fino ad avvicinarsi sempre più al modello stesso;

5. seguire individualmente i bambini più in difficoltà , eventualmente anche guidando inizialmente la loro mano, fino a portarli ad avvicinarsi il più possibile a una buona esecuzione;

6. stimolare gli alunni a una progressiva scolarizzazione, in particolare mediante il pregrafismo e il corsivo, sviluppando le capacità di ascoltare e osservare; collaborare insieme e alternare i ruoli; commentare e intervenire, su richiesta dell’insegnante; “esibirsi alla lavagna” di fronte al gruppo dei compagni.

Ogni attività:

- è accompagnata da precise indicazioni procedurali, fornite agli alunni di volta in volta, di tipo grafico (punti di attacco, direzioni, disposizione spaziale, ecc.), posturale e relativo alla presa dei diversi strumenti grafici utilizzati;

Si caratterizza per un criterio di gradualità del percorso che procede:

a) dal piano verticale al piano orizzontale (dalla lavagna ad ampi fogli sul banco e poi sul quaderno);

b) dalla postura in piedi alla posizione seduta;

c) dal grande al piccolo (ad esempio, da ampi gesti nell’aria o tracciati alla lavagna ad analoghi gesti grafici più in piccolo sul foglio);

d) dal semplice al difficile e al complesso (ad esempio, da forme prescritto rie molto facili come ghirlande semplici a forme più evolute, come ad esempio combinazioni di ghirlande ed arcate);

e) dall’elemento singolo all’insieme di più elementi (ad esempio, dalla singola forma a forme combinate, così come dalla lettera alla parola);

- è proposta secondo criteri di sistematicità e coerenza, secondo il seguente ordine:

a) attività psicomotorie, di motricità fine e di rilassamento;

b) esercizi di disegno e di pittografia;

c) esercizi di prescrittura;

d) avvio alle singole lettere del corsivo;

e) esecuzione dei diversi collegamenti possibili tra lettere;

f) copia di parole in corsivo coi collegamenti prima analizzati;

g) trascrizione dallo stampato maiuscolo o minuscolo al corsivo di parole e di un breve testo;

h) dettato in corsivo;

i) produzione libera in corsivo.

Personalmente trovo molto interessante che nelle attività di prescrittura e di corsivo, viene presentato ogni tracciato o lettera, seguendo costantemente fasi ordinate di apprendimento, collegate tra loro, in base alla seguente SEQUENZA METODOLOGICA che peraltro presenta un’analoga successione per ogni apprendimento di attività motoria specializzata:

a) osservazione (l’insegnate esegue un tracciato o una lettera alla lavagna e sollecita i bambini all’attenzione e all’analisi sia della forma sia del movimento del segno);

b) comprensione del compito (un bambino, chiamato alla lavagna mentre gli altri alunni osservano, su richiesta dell’insegnante, verbalizza le direzioni da seguire per eseguire il tracciato o la lettera, ripassando col dito o col gesso lo stesso tracciato prima eseguito alla lavagna dall’insegnante);

c) memorizzazione (tutti gli alunni eseguono insieme nell’aria, eventualmente anche ad occhi chiusi, il movimento della lettera o del tracciato, per interiorizzarlo meglio, mentre verbalizzano i gesti);

d) esecuzione (quindi, l’alunno alla lavagna esegue il tracciato o la lettera, cercando di rispettare i medesimi criteri di spazio e di movimento, senza tuttavia avere di fronte il modello da copiare come riferimento);

e) feed-back di controllo con autocorrezione (gli altri bambini osservano e criticano la correttezza del prodotto grafico realizzato, quindi il bambino alla lavagna esegue nuovamente lo stesso tracciato o lettera, per correggere eventuali errori. Qualora l’alunno non riesca da solo, l’insegnante guida la mano del bambino per fare sentire il movimento e poi l’alunno prova a tracciarlo da solo);

f) ripetizione che crea il solco, per sviluppare gli automatismi (ogni bambino, una volta compreso il movimento e la forma del tracciato o della lettera, copia sul quaderno per una riga il tracciato o la lettera prima analizzati alla lavagna, in modo da migliorare man mano la produzione grafica per avvicinarsi sempre più al modello, passando così dal piano verticale a quello orizzontale e dal grande al piccolo);

g) generalizzazione dell’abilità (si passa quindi a tracciare forme prescrittorie o lettere simili a quella precedentemente fissata, ad esempio dalla “i” alla “u” e inserendole poi dentro una breve parola, ad esempio “tutti”).

Qualche altra curiosità:

Le attività vengono svolte a piccoli gruppi nella scuola dell’infanzia per una migliore acquisizione degli apprendimenti di ogni singolo alunno e per evitare “tempi morti” di noia o di eccessivo affaticamento, mentre nella scuola primaria le attività sono rivolte all’intero gruppo classe, ma con particolare attenzione agli alunni più in difficoltà.

Durante le attività di scrittura, si privilegia inizialmente la qualità sulla quantità, promuovendo il controllo motorio ed emotivo che consente di scrivere con cura formale e di disporre i tracciati in maniera ordinata e regolare nello spazio grafico

Generalmente, si riservano tempi brevi alle attività proposte (da 20 a 30 minuti circa), soprattutto per quelle di pregrafismo e di corsivo (all’incirca 3 righe per volta), ma riprese e continuate con grande frequenza (possibilmente ogni giorno o almeno tre volte alla settimana), per una migliore efficacia degli apprendimenti.

Se avete avuto la pazienza e l’interesse di leggere fino a qui, troverete di certo interessantissimo questo video di cui raccomando vivamente l’attenta visione. La rieducatrice della scrittura Maria Matera spiega  l’applicazione del metodo Venturelli in una scuola di Cormano (Mi). Introduce e partecipa alla discussione R. Manfrin, la preside dell’Istituto che ha brillantemente deciso di offrire ai propri piccoli alunni una grandissima opportunità formativa.

http://www.youtube.com/watch?v=EoUqg2V9_Qk

Anna Arosio

anna.arosio@alice.it

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